La Meta – Vacanze nel salento

9 gennaio 2012

SAGRE E RITI A GENNAIO IN SALENTO

Venerdì 6 gennaio
BRINDISI Aghiasmòs
il rito ortodosso della benedizione delle acque nel giorno della Theofania
CARPIGNANO SALENTINO Theofania
un rito che affonda le radici nella cultura salentina che si tiene nella cripta di Santa Cristina, un’occasione di dialogo tra culture diverse, unite nel segno della pace e della fratellanza.
CASTRI’ Santa infanzia

Domenica 8 gennaio
NARDO’ La Santa Famiglia e in contemporanea la Sagra dei tre sapori salentini

Sabato 14, venerdì 20, domenica 22
TREPUZZI Pellegrinaggio per Sant’Antonio

Martedì 17 gennaio
NARDO’ Festa e Sagra di Sant’Antonio
RACALE Festa di Sant’Antonio e Sagra del fuoco
FELLINE Falò della solidarietà
TAVIANO Focara di Sant’Antonio
MAGLIE Sant’Antonio
GIORGILORIO Sant’Antonio Abate
PORTO CESAREO Sant’Antonio

Mercoledì 18 – giovedì 19 gennaio
TIGGIANO Festa di Sant’Ippazio e Sagra della pestanaca

Giovedì 19 gennaio
CASTRI’ Madonna del terremoto
GALLIPOLI San Sebastiano

Giovedì 19 domenica 22
GALATONE San Sebastiano

Sabato 21 Domenica 22
CARMIANO Sant’Antonio
UGENTO San Vincenzo

Domenica 22
MIGGIANO San Vincenzo

Lunedì 23
CASARANO San Giovanni elemosiniere
MORCIANO DI LEUCA San Giovanni

mercoledì 25 gennaio
SECLì San paolo Apostolo

venerdì 27 sabato 28
MELENDUGNO San Niceta

Sabato 28 venerdì 29
VILLA CONVENTO Sant’Antonio Abate e Sagra de lu taraddru cu lu pipe

Domenica 29 martedì 31
LECCE San Giovanni Bosco

AGLI AMANTI NEL SALENTO E A CHI NON LO CONOSCE ANCORA

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E’ arrivato il nuovo anno, approfitto per fare a tutti i nostri migliori auguri per un anno di pace e serenità, perchè nonostante tutto un sorriso ci accompagni sempre.

26 luglio 2011

VISITE GUIDATE NEL CAPO DI LEUCA

I MERCOLEDI’
(dalle 17 alle 20)
Archeologia e Civiltà contadina del territorio di Salve.
Ritrovo presso l’area antistante la chiesa di Pescoluse.

L’escursione prevede la visita dei più importanti siti e monumenti archeologici del territorio di Salve (grotte preistoriche, dolmen, tumuli, antichi centri abitati, ecc.) e delle più significative manifestazioni architettoniche relative alla civiltà contadina.
Mercoledì, il percorso prevede lo spostamento di tappa in tappa con i mezzi propri. I luoghi interessati dalla visita sono raggiungibili con delle brevi escursioni a piedi, per le quali si raccomanda l’uso di scarpe chiuse ed eventualmente di pantaloni lunghi.

I GIOVEDI’
(dalle 17 alle 20)
Centro storico di Salve e Santuario di Santa Marina a Ruggiano.
Ritrovo presso la Chiesa madre di Salve in piazza Concordia.

L’escursione prevede la visita a piedi del centro storico di Salve: la Chiesa madre e il suo organo seicentesco, l’Ogliati-Mauro, ancora funzionate, palazzo Ramirez e l’annesso antiquarium, il trappeto ipogeo, alcuni significativi palazzi antichi e l’originario Borgo Terra. Si proseguirà poi con i mezzi propri alla volta del centro abitato di Ruggiano dove si visiterà l’importante santuario di Santa Marina, tappa dei pellegrini verso la Basilica di Santa Maria di Leuca. 

I VENERDI’
(dalle 17 alle 20)
Patù e Vereto.
Ritrovo presso la chiesa di San Giovanni Battista (Piazza XX settembre).

L’escursione prevede la visita dell’importante chiesa medievale di San Giovanni Battista e dell’annesso monumento noto come Centopietre, unico nel suo genere e dichiarato monumento ad interesse nazionale di II livello. La visita guidata proseguirà sulla bellissima collina di Vereto, che ospitava un’antica ed importante città messapica e romana, sarà effettuata una sosta presso la cappella della Madonna di Vereto, dove si conserva un pregevole affresco di “San Paolo con i serpenti”. L’escursione terminerà presso Palazzo Romano, che custodisce una piccola esposizione di reperti archeologici provenienti da Vereto.

TARIFFE:  5 euro a persona, esclusi i bambini sotto i 10 anni, per un minimo di 5 persone.
Per info e prenotazioni visite guidate
cell. 327/8410214
e-mail: escursioni@salogentis.it

 www.salogentis.it

www.associazionearchès.it

9 giugno 2011

VACANZE IN SALENTO: GLI ULIVI SECOLARI … ALBERI CHE CAMMINANO

Mi hanno raccontato una storia che proprio non conoscevo e ora ve la scrivo

Si dice degli ulivi che siano gli alberi che camminano.
nuove1 141 La pianta cresce con grande lentezza ma soprattutto, con il passare del tempo, il tronco diventa sempre più contorto, si piega, si torce e la vecchiaia si comincia a leggere sulla corteccia, sembrano vecchi saggi che tanto hanno visto.
Passano anni, decenni, secoli e la natura infierisce con tempeste, uragani, venti, incendi e l’ulivo affronta tutto, si adatta e piano piano comincia ad aprire il suo tronco.
Si formano cavità all’interno delle quali gli animali si rifugiano e i bambini giocano e  poi, un po’ alla volta, lentamente, queste cavità si allargano, si aprono e certi tronchi arrivano a sembrare quasi un ventaglio.
L’albero intanto ha superato il secolo, a volte due e il legno al centro comincia a seccare fino a che lentamente si aprono delle fessure, le fessure si allargano e lustro dopo lustro le due metà si staccano completamente originando due alberi separati e lontani tra loro. Due nuovi esseri viventi, pronti a ricominciare

Io non so se questo è vero, ma prima di tutto è una storia molto bella e poi, le foto che ho fatto perdendomi durante la mie passeggiate in campagna  parlano da sole, giudicate voi.

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28 maggio 2011

IN CAMMINO VERSO FINIBUSTERRAE SU ANTICHI TRATTURI TRA PAESAGGI DI PIETRA E ULIVI SECOLARI

ITINERARI STORICO – ARCHEOLOGICI
LUNGO IL NUOVO TRACCIATO DELLA S.S. 275
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1. Presentazione
(di Vito Lisi)
 Era intitolata “I luoghi della memoria” la raccolta fotografica donata personalmente dal “Comitato 275″ a Nichi Vendola lo scorso agosto, quando un pullman carico di cittadini partì dal Salento e raggiunse il capoluogo di Bari per esporre i tanti motivi per i quali era necessario che l’opera più golosa mai realizzata nel Capo di Leuca, negli ultimi 20 anni, si fermasse a Montesano Salentino. Vani sono stati i tentativi di responsabilizzare la classe politica Pugliese che, più delle altre, asserisce di voler tutelare il paesaggio, le risorse archeologiche e le bellezze tipiche, definendole addirittura “le fabbriche del futuro”. Sono trascorsi 9 mesi da quell’incontro e l’accordo del 3 marzo, fra Vendola e Fitto, ha sancito la vittoria delle lobby sugli ideali; ha definitivamente smascherato chi si traveste per motivi evidentemente elettorali da Masaniello e si scopre Borbone.
Le passeggiate sugli antichi sentieri rurali, organizzate dalle associazioni Archès e Gaia, da sempre sostenitrici della causa del Comitato 275, ci porteranno a spasso per i luoghi che presto, se dovesse realizzarsi l’inutile piano di distruzione di massa – ossia la costruzione della strada che doveva servire le fiorenti zone industriali nonostante lo sviluppo industriale salentino sia morto e sepolto – che cancellerà per sempre il fascino e l’armonia di quel pezzo di territorio.

Le escursioni ci permetteranno di conoscere antiche carraie, anfiteatri naturali, relitti incontaminati di boschi, di ammirare le splendide opere d’architettura rurale (muri di cinta alti più di due metri costruiti con un pietrame piccolissimo e tipico della zona), le pajare e altri particolari da scoprire insieme.
Ed inoltre la fauna che si risveglia, ramarri, biacchi, cervoni, farfalle dai mille colori, tutto immerso nei profumi della flora primaverile.
Noi non possiamo permetterci di “sacrificare” questa ricchezza, i nostri figli non ce lo perdonerebbero, ed è per questo che non ci arrenderemo mai, andremo avanti con la resistenza attiva e faremo di tutto per impedire questo scempio.
 2. Il progetto e la sua storia
Il progetto di ammodernamento della S.S. 275 “Maglie – Santa Maria di Leuca” nasce nel 1994 con l’obiettivo di collegare tra loro le aree industriali del Salento meridionale. L’arteria stradale, presentata dai politici locali come “la più grande opera degli ultimi 20 anni nel Salento”, avrà un costo complessivo di circa 288 milioni di euro. La sua realizzazione vede il consenso di tutta la classe dirigente salentina – imprenditoriale e politica – e, allo stesso tempo, la disapprovazione di una parte di associazioni di volontariato e di liberi cittadini del
territorio – riuniti nel Comitato S.S. 275, presieduto da Vito Lisi – che chiedono a viva voce di fermare la strada a quattro corsie fino a Montesano e di adeguare i tracciati viari preesistenti fino a Santa Maria di Leuca.Il Comitato ha svolto, fin dal 2003, indagini approfondite sull’iter burocratico che ha portato all’approvazione del progetto di ammodernamento della S.S. 275, mettendo in risalto gravi irregolarità procedurali e violazioni di legge.
Dall’atto di diffida e messa in mora, redatto dall’avv. Luigi Paccione e notificato all’ANAS S.p.A., si evince infatti che l’incarico venne affidato, nel 2002, direttamente dall’ANAS al Consorzio per lo Sviluppo Industriale e dei Servizi Reali alle Imprese (SISRI), che a sua volta ha subappaltato lo stesso incarico, senza alcuna gara e in mancanza di procedura ad evidenza  pubblica alla Pro.Sal. – Progettazioni Salentine S.r.l., per un importo pari a circa 5 milioni di euro.

Nello specifico, il progetto prevede la realizzazione di una strada, costituita da quattro corsie e da due complanari (una per senso di marcia), larga circa 40 metri. L’arteria viaria sarà realizzata quasi completamente su un terrapieno, con conseguente ed inevitabile cesura della viabilità rurale del territorio, che insiste in buona parte su antichi tracciati medievali.
La superstrada, inoltre, andrebbe inesorabilmente a cancellare la tipicità naturale di questo tratto di paesaggio salentino, che presenta una sorprendente biodiversità di specie autoctone, sia vegetali che animali. Il territorio si caratterizza anche per la presenza di strutture rurali in pietra a secco (pajare e liame) e di antichi edifici rustici, adibiti all’ospitalità dei viandanti.
I sopralluoghi, effettuati dai volontari del Comitato S.S. 275, hanno consentito di individuare importanti testimonianze della civiltà contadina, lungo il nuovo tracciato della S.S. 275 “Maglie – Leuca”.

Il Comitato propone, a tal proposito, alcuni percorsi naturalistici che si snodano in un lembo di territorio ricadente nei comuni di Montesano Salentino, Tricase ed Alessano.
Gli itinerari permettono di ripercorrere antichi tratturi, con i solchi di carro impressi sul banco di roccia e i tipici muretti di delimitazione in pietra a secco, e di scoprire un paesaggio straordinario e ancora intatto, da tutelare, conservare e rendere fruibile a turisti e residenti.

 3. Percorsi lungo la S.S. 275

3.1 Percorso n. 1 – Zona industriale Tricase, località Serra del Fico, Macchie di Ponente, Castiglione d’Otranto

 L’itinerario si snoda dalla Zona industriale di Tricase, località Serra del Fico.
Lasciata ad occidente l’area ad insediamenti produttivi si percorre, per circa 200 metri, un tratto viario di recente realizzazione che si collega alla rotatoria della tangenziale di Tricase (“Cosimina”). Il tragitto procede, in direzione nord, sul tracciato di una strada campestre larga poco meno di 2 metri, che si caratterizza per la presenza di carraie sul banco di roccia. I solchi sono larghi dai 20 ai 30 centimetri, presentano una profondità massima di 15 centimetri e si sviluppano, in maniera pressoché continua, per tutta la lunghezza del tracciato.

 

Figura 1 – Antico sentiero in loc. Serra del Fico

 Il tratto viario, ubicato interamente nel Comune di Tricase, insiste nelle località Macchie di Ponente e Serra del Fico e lambisce ruderi di antichi edifici rurali e strutture in pietra a secco (liame e pajare).
Dopo circa 300 metri di cammino tra la fitta vegetazione spontanea, si prevede una prima sosta presso il “giardino degli ulivi secolari”, così denominato per la presenza di alberi monumentali e maestosi. Un sentiero si snoda ad ovest della nostra strada campestre e si perde in un campo incolto, lambito dalla vicina zona industriale di Tricase.

Figura 2 – Giardino degli ulivi secolari

Figura 3 – Cisterna in località Serra del Fico

 La sosta permette ai viandanti di notare, ai lati della stradina, alcuni blocchi di pietra calcarea, infissi verticalmente nel terreno o reimpiegati nei muretti a secco, che delimitano su entrambi i lati l’antico tratturo.

Volgendo lo sguardo ad oriente si intravedono – gelosamente riparati dalle folte chiome degli ulivi – numerosi edifici rurali in pietra a secco (pajare e liame), segni tangibili dell’intensivafrequentazione agricola e pastorale di quest’area. Alcune di queste strutture si caratterizzano per le notevoli proporzioni, mentre la forma prevalente è quella tipica di questa zona, ossia a tronco di piramide; le pajare, spesso, sono affiancate da piccoli forni adibiti alla cottura dei fichi secchi. La coltivazione del fico era peculiare del territorio, come dimostra ancora oggi la presenza di toponimi che rimandano a tale pianta.

Il sentiero, dopo alcune centinaia di metri, conduce inaspettatamente in un campo ricoperto da fitta vegetazione spontanea, dalla particolare morfologia che ricorda vagamente quella di un anfiteatro naturale. La sosta, in questo caso, permetterà ai camminanti di osservare diverse specie vegetali autoctone e una graziosa cisterna per la raccolta di acque piovane, piccolo esempio di opera ingegneristica rurale.

 

Figura 4 – Anfiteatro naturale

Si attraversa un prato di lino e piselli selvatici, che si estende per una superficie di alcuni ettari e si perviene nei pressi del bosco di località Macchie di Ponente. Il cammino prosegue in direzione nord – est e, dopo aver percorso circa un chilometro, si raggiunge Castiglione d’Otranto, piccola realtà urbana che offre al visitatore una autentica e suggestiva realtà di borgo.

Si prevede una sosta rigenerante presso il largo fiera di località Casaranello (o Trice), oggetto di recenti scavi archeologici che hanno messo in luce un cimitero di età medievale. Qui lo sguardo del viaggiatore viene attratto dalla chiesa di Santa Maria Maddalena, con l’epigrafe che ricorda l’istituzione borbonica della fiera nel 1752, delle più rinomate del Salento, che si svolge nell’ultima decade di luglio.

Dopo aver osservato la maestosa macina in granito, che fa bella mostra di sé alle spalle dell’edificio consacrato alla Santa penitente per eccellenza, il cammino si snoda per circa 100 metri verso nord, dove è ubicata la cripta dello Spirito Santo, un vero enigma per studiosi e storici locali, in quanto si tratta di una cripta che non presenta la classica struttura architettonica delle cripte bizantine del Salento e non è intitolata alla Vergine né a una determinata tipologia di santi.

Si ritorna verso la chiesa di Santa Maria Maddalena e si rimane stupiti al cospetto dell’insediamento rurale che si affaccia sulla Strada Provinciale Montesano – Castiglione, composto da numerose liame e caseddhe, antiche abitazioni della popolazione salentina, la cui atmosfera silente contrasta con quella che si poteva immaginare in questa masseria fino a pochi decenni fa, quando la quotidianità era intrisa di lavoro, fatica e sudore, epoca in cui lo strepitìo dell’attività umana giungeva anche dal sottosuolo, dal buio dei frantoi ipogei, frenetici ed instancabili produttori di “oro giallo”.

Il viaggio di ritorno al luogo di partenza si snoda da largo Trice, in direzione sud, immersi in un suggestivo paesaggio bucolico caratterizzato dalla presenza di dedali di muretti a secco, liame e pajare, ulivi e piccoli orti coltivati con amorevole cura dai contadini del posto. Si lambisce una vecchia cava, adibita fino a qualche anno fa a discarica, diligentemente bonificata e opportunamente recintata.
Il percorso si conclude, dopo aver camminato per altri due chilometri, presso la rotatoria della “Cosimina”, con la speranza che questo piccolo lembo di paesaggio incontaminato possa essere salvaguardato e tutelato da un inutile nastro di nero asfalto.
 

 

Figura 5 – Cripta dello Spirito Santo (Castiglione)

 3.2 Percorso n. 2 – Lucugnano, località Patrì – Alfarano, zona industriale di Tricase

 Attraversata la vasta e deserta estensione dell’area “archeologico – industriale” di Tricase, Miggiano e Specchia, attualmente adibita più allo scarico indiscriminato di manufatti di ogni genere che alla loro produzione, il percorso si dirige verso il territorio di Lucugnano (Comune di Tricase), in località Patrì – Alfarano, su un rilievo orientato in direzione NO-SE. La posizione elevata permette di dominare visivamente una vasta porzione di territorio che comprende i vicini centri abitati di Montesardo, Alessano, Specchia e la cosiddetta Serra dei Cianci.

Sullo sfondo, ad occidente, fa bella mostra di sé il centro abitato di Lucugnano, adagiato su un’ampia piana intervallata da leggere ondulazioni isolate.

 

Figura 6 – Lucugnano vista dalla Serra orientale

 L’itinerario, in questo comprensorio, si snoda tra antichi tratturi, circondati da maestose e oramai dismesse cave di argilla, dalle quali i figuli di Lucugnano – fino a mezzo secolo fa – prelevavano la materia prima per forgiare i loro manufatti in terracotta.
Le cave si presentano nelle due varianti tipologiche, ossia all’aperto e in sotterraneo.
Di queste ultime, tuttavia, ne rimangono poche a causa della costante opera antropica: l’area, infatti, è stata sfruttata intensivamente, per scopi agricolo – pastorali, fino a pochi decenni fa.

Figura 7 – Cave di argilla e tufo in localitàPatrì – Alfarano

Giunti nel cuore (im)produttivo della zona industriale di Tricase, l’attenzione viene attratta da una particolare costruzione in pietra a secco, a base quadrangolare, che presenta in prossimità dell’ingresso un monolite, alto poco meno di un metro e mezzo, collocato in modo che, guardando dalla giusta angolazione, appaia come un simbolo fallico di fronte all’ingresso a ogiva della pajara (chiaramente simbolo della femminilità); si tratta di un antico e quasi dimenticato rito contadino utile a propiziare la fertilità della terra, che si rifà sull’arcaico culto pagano dedicato a Priapo, divinità venerata da Greci e Romani dotata di un enorme membro capace di favorire la fecondità della natura e di proteggere i prodotti agricoli dalle carestie1.

1 Cfr. MARCO PICCINNI, Gli dei dell’Olimpo nelle campagne del Salento. Il culto di Priapo, in www.salogentis.it.

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Figura 8 – Pajara con monolite “fallico”

(fonte: www.lameta.net)

Il percorso prevede una sosta presso una cavità artificiale, ubicata poche decine di metri a sud da uno stradone di recente realizzazione, che si apre nel terreno argilloso fino ad una profondità di circa 1,5 metri.

Figura 9 – Cavità ipogeica in località Petrì – Alfarano (Tricase)

Si prosegue per alcune centinaia di metri in direzione est, nella medesima località; nei pressi di un antico palmento, ormai ridotto ad un cumulo di macerie, si individua un fronte di cava di argilla lungo 60 metri e alto circa 10 metri. Nelle vicinanze si notano degli allineamenti murari costituiti da blocchi isodomi di grandi dimensioni (misure medie espresse in metri: 0,70 larghezza, 0,60 altezza). Le strutture murarie cingono diversi terreni incolti o piantumati ad uliveto. I blocchi sono staticavati da un sito estrattivo ubicato nelle immediate vicinanze, laddove affiorano le formazioni geologiche denominate “Calcareniti del Salento”2.
2 CAVALERA, MARTELLA 2010, pp. 59 – 78.
 

Figura 10 – Blocchi isodomi in località Patrì – Alfarano

(Tricase) Foto: R. Martella

 Il cammino procede, tra ulivi, pajare e muretti a secco, lungo un antico sentiero che, dopo un tragitto di circa 1 km, si collega con una strada campestre che a sud si dirige verso la città di Tricase e a nord prosegue – parallelamente ai binari delle Ferrovie del Sud-Est – in direzione della zona industriale, punto di partenza e di arrivo del percorso.

  3.3 Percorso n. 3 - Sant’Eufemia (Tricase), località Matine, Madonna del Gonfalone

  Il percorso ricade interamente nel territorio comunale di Tricase, tra le località Madonna del Gonfalone e Matine, al confine con quello di Alessano.
Punto di partenza è l’antico centro storico della frazione di Sant’Eufemia, dove è possibile ammirare la chiesa Parrocchiale del XVI secolo. Si tratta di un edificio dalla semplice planimetria, con la facciata in pietra leccese arricchita da un finestrone di forma particolare e da un seicentesco portale d’ingresso. L’interno ad unica navata si presenta sobrio, impreziosito dall’altare maggiore, da alcune statue e da un soffitto a stella.

L’itinerario procede verso nord – ovest. Dopo aver attraversato il centro storico del borgo, tra case a corte ed edicole votive, ci si incammina lungo una strada la cui antichità è indiziata da tagli nella roccia visibili ai lati della carreggiata.
Si percorre, per circa un chilometro e mezzo, la Strada Provinciale n. 184, e si giunge presso la cripta del Gonfalone, un importantissimo luogo di culto di origine bizantina, ricavato in un ambiente scavato nel tenero banco tufaceo intorno all’anno Mille.
La forma dell’ipogeo si presenta irregolare, con 19 pilastri/colonne di sostegno, alcuni dei quali scavati direttamente nel tufo. All’interno, sulle pareti, si conservano tracce di cicli pittorici di notevole interesse storico-artistico.

Lasciata alle spalle la cripta bizantina, si prosegue per circa 400 metri in direzione ovest. L’attenzione del viandante si focalizza su un tratturo che si apre sul lato sinistro della S.P. 184. Si tratta di una stradina – orientata in direzione nord / sud – che si caratterizza per la presenza di tracce di carraie impresse sul banco di roccia. Queste si sviluppano in modo pressoché continuo per una lunghezza di circa 50 metri. Non è possibile stabilire la profondità dei solchi, in quanto ricoperti da uno spesso strato di sedimento terroso.
Limitrofi alla stradina e infissi verticalmente nel terreno si rinvengono alcuni blocchi calcarei di incerta interpretazione. I terreni circostanti sono ricoperti da bassa vegetazione spontanea tipica del luogo.

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Figura 11 – Antico tratturo identificato con il sentiero

dei Pellegrini, in località Matine (Tricase)

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Figura 12 – Paesaggio rurale in località Matine

Il tratto viario, localizzato in località Matine, lambisce i ruderi di un edificio semidiruto da identificarsi – secondo alcuni storici locali – con un rifugio di pellegrini diretti al Santuario di Leuca, risalente all’età medievale ed ubicato, non a caso, circa 500 metri a nord-est dalla cripta della Madonna del Gonfalone.

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Figura 13 – Antichi  ruderi  sulla via dei Pellegrini, in

località Matine

 

 

 

 

 

Giovanni Uggeri, autore dello studio più completo a disposizione relativo alla viabilità romana del Salento, ipotizza il passaggio del tracciato della “Via Sallentina”, proprio nell’area in questione. Lo studioso, relativamente al tratto in oggetto, scrive che la strada, a partire da Alessano, attraversava l’attuale S.S. 275 all’altezza del chilometro 1009. Per un tratto la strada campestre fungeva da confine comunale, quindi perveniva alla Madonna del Gonfalone e, seguendo l’attuale tracciato viario, proseguiva per Tutino3.
3 UGGERI 1983, p. 304.

Si prosegue in direzione nord, lungo un’antica via che conduce a Lucugnano, per circa 500 metri, fino a che non si giunge ad un quadrivio in località Santamaria, che confina ad occidente con un boschetto (localmente noto come “Bosco Martella”). La strada è da identificare – probabilmente – con uno degli ultimi tratti superstiti dell’antico sentiero dei Pellegrini.

All’interno del bosco si trova Masseria Mustazza, la cui struttura è caratterizzata da una disposizione degli ambienti a staffa di cavallo. Sulle pareti dell’edificio sono ancora visibili numerose croci, incise per devozione dai fedeli che si fermavano per alloggiare, ristorarsi o semplicemente per pregare, prima di giungere alla meta finale del viaggio: il Santuario di Santa Maria di Leuca. Sulla facciata si conservano delle pietre semicircolari forate – dette scapole – utilizzate per legare i cavalli durante la sosta4.
4 CAVALERA 2011, pp. 24-25.

Il cammino si snoda a questo punto verso est, percorrendo un tratto di strada che insiste nelle immediate vicinanze di due strutture masserizie: Masseria Resci e Masseria Panzera.
Il percorso ad anello si conclude laddove ha avuto inizio, ossia nella piazza antistante la Chiesa parrocchiale di Sant’Eufemia.

3.4 Percorso n. 4 – Alessano, località Macurano

 Il percorso si snoda dal cimitero moderno di Alessano e si dirige verso sud, in località Macurano, dove è possibile visitare un antico villaggio rupestre, ubicato lungo la direttrice viaria che collega Alessano alla Marina di Novaglie. Si tratta di un luogo simbolo della cultura dell’olio, per la presenza di due frantoi ancora utilizzati: trappeto Sauli e trappeto Santa Lucia.

Nel villaggio rupestre di Macurano si insediò – intorno all’anno Mille – un gruppo di monaci italo/greci che si dedicarono all’agricoltura, attività garantita dalla fertilità della terra, ricca di acque di scolo provenienti dalla collina che venivano raccolte in cisterne tramite un sistema di canalizzazioni, in parte ancora conservato.
L’area del villaggio rupestre venne sfruttata anche nel XVI secolo, epoca alla quale si fa risalire il complesso masserizio, denominato Macurano, consistente nella Masseria Santa Lucia e nella cappella di Santo Stefano.
La struttura è dominata dal nucleo originario, ovvero dalla torre cinquecentesca coronata da beccatelli a sostegno del parapetto aggettante del terrazzo sommitale e da caditoie in corrispondenza delle finestre e delle porte di accesso. Gli altri ambienti furono aggiunti successivamente e, già alla fine del XVII secolo, la masseria consisteva nella struttura oggi visibile.

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Figura 14 – Insediamento rupestre di Macurano

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Figura 15 – Frantoio ipogeo in località Macurano

Si prosegue, attraverso tratturi e tratti viari con tracce di solchi scavati nel banco di roccia, per poche centinaia di metri a sud – est di località Macurano, dove è stato rinvenuto un cimitero medievale, costituito da diverse tombe a fossa ricavate nel banco di roccia, di forma rettangolare e di dimensioni eterogenee.

BIBLIOGRAFIA

CAVALERA M., Lucugnano tra leggenda, storia, arte e artigianato, in Progetto Salento, 18
(febbraio – marzo 2011), pp. 24-25, Castiglione 2011.

CAVALERA M, MARTELLA R., Cave di estrazione dell’argilla nel territorio di Lucugnano (Tricase), in Quaderni del Museo della Ceramica di Cutrofiano, 12, pp. 59-78, Galatina 2010.

CERFEDA F.G., Il culto di Santa Maria Maddalena e l’istituzione della fiera, in Andrano e Castiglione d’Otranto nella storia del sud Salento, a cura di CERFEDA F.G., COPPOLA S., MOSCATELLO L., pp. 233-256, Alessano 2004.

UGGERI G., La viabilità romana del Salento, p. 304, Mesagne 1983. 

SITOGRAFIA

www.associazionearches.it
www.lameta.net
www.salogentis.it
www.sos275.it

26 maggio 2011

Vacanze in Salento: LECCE A TESTA ALTA

La tua casa a Lecce, dormire a Lecce

Tutti sanno quanto Lecce sia bella, il suo barocco, i suoi monumenti, la movida e lo shopping, una città a misura di turista. Ma ci sono altri punti di vista da cui si possono osservare le città e questa in modo particolare: provate a perdervi nei vicoli del centro storico e camminate a testa in su.

Piccoli particolari, scorci di vita quotidiana, il cielo turchese che contrasta con il bianco della pietra leccese, con il caldo colore del carparo e il grigio dei tufi antichi saranno come una poesia da leggere in silenzio.
Proposto da LaMeta.net e vacanzeparcosalento.com

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12 maggio 2011

TRADIZIONI DEL MAGGIO IN SALENTO

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ultime 004    E’ uso nei paesi del basso Salento, durante il mese di maggio, portare la statua della Madonna in giro per i quartieri. E’ una vera competizione tra gli abitanti delle diverse vie, vengono allestiti e addobbati androni o garage, decorati con fiori, stoffe e oggetti; la statua della Madonna rimane esposta per circa 4 giorni e la stanza resta aperta a disposizione di chiunque voglia o per riunirsi a recitare il rosario.

Per chi come me proviene da altre zone d’Italia dove non vi è questa usanza, è sorprendente e curioso passare per queste vie adorne di fiori e bandierine svolazzanti appesi ai muri e ai pali della luce, vedere come e quanto sia sentita e partecipata questa usanza così antica.

Quando arriva il giorno prefissato, un corteo vero e proprio preleva la statua e tra canti e litanie viene trasportata in un altro rione.  

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11 maggio 2011

VACANZE ECONOMICHE IN SALENTO

 Giugno in Salento è il momento migliore per una fantastica vacanza all’insegna del risparmio;  il clima è già caldo, ottimo per i bagni di sole e per nuotare, ma non ancora torrido e quindi ideale per lunghe passeggiate nella campagna verde e rigogliosa o per le visite culturali nei molti centri storici del Salento.

villa nini miggiano - prosp

 

 Noi de LaMeta proponiamo una fantastica villa in affitto a pochi metri dal mare in località Marina Serra, si tratta di una villa dell’inizio dello scorso secolo, con volte a stella, giardino posteriore e terrazzo anteriore affacciato sul mare.
Una dimora prestigiosa, un lungo tratto di scogliera con facili accessi per tutti, una piscina naturale scavata nella roccia ideale per chi non sa nuotare e il lungomare di Marina Serra a due passi con chioschi sul mare e un ristorante.

 

E’ divisa in tre abitazioni autonome:

villaMiggiano terrazzo5

 

  1 – APPARTAMENTO PRINCIPALE architettura tipica salentina, con volte a stella e gli originali pavimenti disegnati; completa negli allestimenti, garantisce comfort e la terrazza anteriore, arredata per la vita all’aria aperta, regala la vista del mare a 10 metri.  8 + 1 i posti letto. clicca qui per informazioni

 

 

mono villaMiggiano terrazza4

 

 2 – MONOLOCALE  nella dependance, si affaccia sulla terrazza anteriore, un lato della quale è di uso esclusivo. Gradevoli gli arredi, letto matrimoniale, bagno, angolo cottura, terrazza sul mare. Clicca qui per informazioni

 

 

 

mini dongaetano3 

3 – BILOCALE – al piano terra, 4 posti letto e il rumore delle onde come colonna sonora. clicca per informazioni

 

 

 

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villa Miggiano app grande

villa Miggiano app grande

villa Miggiano monolocale

villa Miggiano monolocale

villa Miggiano bilocale

villa Miggiano bilocale

4 maggio 2011

VILLA CON PISCINA A SANTA MARIA DI LEUCA, VACANZE IN VILLA

 Le ville di Santa Maria di Leuca sono famose per la loro eccentricità e dominano l’architettura della famosa località turistica, una antica villa con piscina è quanto di meglio si può chiedere per una vacanza di comfort e relax esclusivi.

villa TerraGreci esterno1Il fascino delle volte a stella e degli originali pavimenti accompagnati dalla comodità di avere tutte le 5 camere da letto con bagno, terrazza grande e aperta sul porto di Leuca e il faro che lo sovrasta, un verde giardino con i profumi della pineta con angoli ombreggiati e riservati..

Tutti i servizi a portata di mano.

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villa TerraGreci piscina1

 

 

 

 

 

 

 

villa TerraGreci interno22

3 maggio 2011

ESTATE 2011 VACANZE IN SALENTO

cannizzo terrazzo2Abbiamo scelto per voi una tipica casa in pietra in affitto a pochi passi dal mare: siamo a Funnu Vojere, marina di Corsano, uno dei tratti di costa più preservati del litorale Adriatico Salentino, scogliera con accessi facilitati e un sorprendente fondale per appassionati di subacquea e snorkeling.

Le spiagge sabbiose sono a 20 minuti di auto, Lecce e i centri storici più interessanti sono facilmente raggiungibili, ma soprattutto la località offre tranquillità e privacy anche nei periodi di massimo afflusso.

La villetta è suggestiva, essenziale negli arredi ma completa negli allestimenti interni; spazi esterni da favola con veranda ombreggiata per il tavolo da pranzo, ampia terrazza solarium con lettini, giardino mediterraneo, mare a poche decine di metri.
Tre le camere da letto.
Una vacanza indimenticabile

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