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Il fico: tradizione, storia, biodiversità nel Salento

Scritto il | 28 dicembre, 2009 | Nessun Commento

Coltivato fin da epoche remote e presente in tutti i continenti, il fico pare provenga dall’Asia Minore, secondo alcuni studiosi furono i Fenici a diffonderlo nel Mediterraneo e oltre la Manica; la sua coltivazione nell’antico Egitto è documentata (2500-2400 a.C.) FOTO; a partire dall’VIII secolo a.C. è coltivato in Italia e si deve ai Romani la sua diffusione nell’intera Europa. Arrivò per opera dei Persiani in Estremo Oriente fino in Cina e da qui successivamente in India (XIV secolo d.C.). Giunse nelle Americhe con le spedizioni Spagnole e per finire in Australia e Africa Meridionale.

Questo enorme successo è dovuto a diverse cause, prima fra tutte  le grandi proprietà nutritive del frutto e poi la sua bontà, l’enorme adattabilità della pianta ai terreni più diversi e ai più diversi climi, la velocità di fruttificazione, la capacità di sopravvivere in condizioni di scarsa disponibilità idrica e la facilità di conservazione.

Nella Puglia agricola dei secoli passati “la fica” (così è chiamato il frutto per distinguerlo dalla pianta che è il fico) costituiva un’importantissima fonte calorica nella dieta invernale di tutte le classi sociali

Prima di tutto il frutto veniva “seccato” al sole, tagliato a metà e posato su uno strato di erba secca o adagiato su appositi graticci di canne (“i cannizzi” ) sui tetti delle “pajare”. Successivamente “cotti”, cioè passati in appositi forni detti “furneddi” costruiti in mezzo alle campagne e spesso incorporati alle pajare .  I resti di queste costruzioni, a volte anche molto articolate, caratterizzano il paesaggio rurale Salentino odierno.

Una volta cotti le fiche venivano riposte ancora calde in grandi vasi di terracotta, i “capasi”, intercalati da strati di alloro, solitamente spolverati di cannella, pronte per durare tutto l’inverno; i più belli vengono tutt’ora farciti con mandorle e scorze di limone.

prodotto tipico

In epoca rinascimentale erano note più di 500 varietà di fico, oggi sono poche decine quelle conosciute in Italia, ma quelle presenti in commercio sono molte meno, le moderne regole di mercato hanno relegato il fico tra i frutti non commerciabili a causa della difficoltà di manipolazione, trasporto e stoccaggio e quella che in Salento è stata una vera fonte di vita, commercio, una caratteristica del paesaggio, cioè una vera e propria “cultura”, è ora una pratica  familiare.

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