La Meta – Vacanze nel salento

Alla scoperta del magico mondo salentino

I GECHI, PICCOLI DRAGHI NELLE NOSTRE CASE

Scritto il | 24 febbraio, 2010 | 11 Commenti

Se passate qualche giorno in Salento non potete non imbattersi in qualcuno dei numerosi animaletti che abitano questo territorio e che ne fanno parte sicuramente da più tempo di noi.

geco

Quello a me è più simpatico è il Geco (Geco comune o Tarentola mauritanica Linnaeus, 1758), un piccolo sauro che appartiene alla  famiglia dei Gekkonidae, estremamente diffuso e molto comune in tutti i paesi dell’area Mediterranea, soprattutto nella fascia costiera.Gechi appartenenti alla stessa famiglia sono diffusi in tutto il mondo, sono imparentati con le lucertole e  sono assolutamente innocui per l’uomo,  anzi estremamente utili dato che si nutrono soprattutto di insetti estremamente fastidiosi: zanzare, mosche, falene, scarafaggi……….

Li potete trovare nelle pietraie, nelle cave, sui muretti a secco, nei cumuli di legna, ma soprattutto amano gli ambienti antropizzati e adorano le nostre case.  

Le dimensioni sono  medio-piccole, la lunghezza massima  è di 16 cm compresa lageco4 coda, la testa  è grande rispetto al corpo, con il muso appuntito e grandi occhi rotondi, il corpo robusto, grassoccio e appiattito, con il dorso e la coda grigi, bruni o bruno-grigiastri, i colori cambiano intensità a seconda della luce permettendo così una certa dose di mimetismo. La pelle è ricoperta di tubercoli che gli conferiscono un aspetto “ruvido e spinoso” bisogna ammettere che sono francamente bruttini nonostante la loro simpatia, come dei preistorici coccodrilli bonsai.
I maschi sono più grandi e robusti delle femmine, i piccoli hanno le bande scure sulla coda più evidenti.

Sono animali agili e veloci, ottimi arrampicatori,  individui territoriali cioè che delimitano il loro territorio con movimenti rituali e lo difendono dalle invasioni ingaggiando vere e proprie risse con i rivali.

Vi consiglio di passare un po’ di tempo ad osservarli, sono incredibili;  si aggirano intorno alle luci artificiali sempre circondate da insetti notturni, sono in grado di rimanere completamente immobili a fissare la preda per lunghi minuti e alla fine scattano rapidissimi, a volte facendo grandi balzi da una parete all’altra e catturano le prede con la lingua vischiosa.

Ad aprile cominciano gli accoppiamenti ed i maschi emettono un suono simile ad un pigolio; verso che, in maniera più debole e rauca, usano anche quando sono spaventati.
Dopo l’accoppiamento le femmine depongono una o due uova che schiudono dopo un lungo periodo di quattro mesi.

In natura vengono predati da serpenti arboricoli e terricoli, da alcune specie di rapaci diurni e notturni, da alcuni mammiferi come il riccio, da alcune specie di mustelidi e purtroppo anche dall’uomo che accorre generalmente al grido di paura della sua signora e compie stragi di questo utilissimo, innocuo e secondo me anche simpatico animaletto.

Ricordate che in molte parti del mondo il geco è considerato un portafortuna e il suo simbolo è comunemente raffigurato su tessuti e oggetti. Anche qui in Salento i vecchi insegnano che trovare questi animali nelle case è un segno di buona sorte e prosperità.

Come tutte le lucertole, anche questa è in grado di praticare l’autotomia della coda, cioè riesce ad amputare volontariamente la parte terminale della coda per mezzo della  contrazione di appositi muscoli. Questo meccanismo serve per distrarre o liberarsi dalle grinfie dei predatori, infatti in casa mia non c’è una di queste povere bestiole che riesca a conservare la coda, dato che i miei quattro gatti sono grandi cacciatori.

geco3In molti laboratori gli scienziati hanno studiato l’incredibile capacità dei gechi di aderire ad ogni tipo di superficie. Le dita sono dei piccoli prodigi, sono munite di grandi cuscinetti  che hanno sul lato inferiore una serie di lamelle longitudinali che permettono di aderire alle varie superfici. Mi pare di aver capito che le lamelle a loro volta sono costituite da setae:

“…..Sulle zampe dei gechi vi sono circa 14.100 setole per millimetro quadrato. Le setole si dividono in centinaia di diramazioni, le cui estremità sono larghe solo 0,2 micrometri, contro i 10 dei capelli umani. Per staccare la zampa il geco non deve fare fatica: basta cambiare l’inclinazione delle setole e la forza di adesione viene a mancare. Grazie a queste strutture straordinarie i gechi possono aderire al vetro smerigliato, su sostanze lisce a livello molecolare (come l’arseniuro di gallio), su sostanze idrofile e idrofobe, oltre che nel vuoto o sott’acqua. Se le zampe si sporcano bastano pochi passi sul vetro pulito affinché si puliscano. Curiosamente però le zampe del geco non aderiscono sulle superfici antiaderenti (teflon).

“…..Recenti studi sulle setae poste nella parte inferiore delle zampe, hanno dimostrato che le forze attrattive che tengono i gechi attaccati alle superfici sono  interazioni di van der Waals tra le setae finemente divise e le stesse superfici. Il fatto che queste interazioni non coinvolgano liquidi né gas è fondamentale: in teoria uno stivale fatto di setae sintetiche potrebbe aderire alla superficie di una  stazione spaziale come alla parete di una stanza qualsiasi.”

CURIOSITA’

I gechi sono i soli rettili nostrani dotati di una voce, emettono cioè un verso, che non è un sibilo

Alcune specie si riproducono per partenogenesi, le femmine cioè sono in grado di riprodursi senza accoppiarsi con il maschio.

Nel geco leopardo il sesso del nascituro viene determinato anche dalla temperatura, infatti basse e alte temperature d’incubazione fanno nascere femmine, mentre temperature medie producono maschi.

Pare che i ricercatori del Politecnico di Torino stiano mettendo a punto una tuta speciale, con scarpe e guanti resi adesivi grazie a una particolare colla fatta di «nanotubi» di carbonio; questi sarebbero in grado di aderire a qualunque superficie e di staccarsi con facilità. In pratica i nanotubi, dotati di piccolissimi uncini, si comporterebbero come una specie di velcro. Esattamente come succede a ragni e gechi, la cui capacità di muoversi su ogni superficie è stata oggetto di studio da parte di scienziati non solo italiani. L’equipe torinese ha pubblicato il suo lavoro anche sul «Journal of Physics» e ne ha annunciato la creazione entro il 2017. Stando alla spiegazione che gli scienziati hanno dato al «Times», i nanotubi combinerebbero l’azione di tre forze: la frizione, l’aderenza dovuta alle forze di Van der Waals (ovvero una debole forza che si traduce in un’attrazione fra molecole molto vicine) e l’aderenza capillare (visibile in un bicchiere di acqua quando il bordo del liquido viene tirato leggermente più in alto del resto).

Monica

Comments

11 Responses to “I GECHI, PICCOLI DRAGHI NELLE NOSTRE CASE”

  1. emser klaus
    agosto 21st, 2011 @ 21:40

    ne abbiamo una intera famiglia in terazza i genitori e i piccoli,e uno spettacolo a vederli in azione,spero che rimangono.siamo ad arezzo in piena citta.

  2. roberto
    settembre 11th, 2011 @ 18:57

    Monica,grazie della ricerca, sono di Trieste, e sono venuti ad abitare con me due piccoli gechi.SONO IN EFFETTI SIMPATICISSIMI, CREPUSCOLARI E VIVONO UNO IN TERRAZZO ED UNO IN SOGGIORNO-APPARTAMENTO.E’divertentissimo vederli cacciare,formiche,zanzare e moscerini.

    Sono un amante degli animali, uno studioso di botanica e questa loro presenza e’ stata una simpatica sorpresa.

    Un cordiale saluto, amica naturalista del Salento, buona fortuna a te ed ai tuoi conterranei.

    Roberto

  3. franco pinna
    marzo 23rd, 2012 @ 23:15

    Salve, abito nel nord della Sardegna. Personalmente a casa conviviamo con i gechi, ogni anno aumentano di numero, virtualmente li aiuto nella crescita e nella nascita, trovo le uova in giardino sotto le foglie. I maschi sono enormi e le femmine sono belle quando stanno per depositare le uova. Ed infine nascono i piccoli, che lunghi alcuni centimetri inizino la giusta depredazione degli insetti. Vi saluto

  4. enzo
    agosto 6th, 2012 @ 22:46

    sono bellissimi, nella mia villetta ne vedo moli, soprattutto piccoli, a volte li prendo e loro cercano di mordermi :)) poi però quando li libero corrono veloci :D

  5. erika
    agosto 8th, 2012 @ 21:05

    Sono di velletri e ho i gechi a casa sul portico e la sera mi metto a guardarli cn attenzione.ho fatto anche una ricerca e ho scoperto molte cose, ho scoperto che sono molto utili perche’ ci liberano da insetti molto fastidiosi cm le mosche e le zanzare anche falene e scarafaggi.

  6. Enrico Pesce
    agosto 18th, 2012 @ 22:10

    Grazie mille per le informazioni sul geco… Era proprio quello che cercavo…
    Complimenti…
    Se vi va, iistate il mio BLOG..
    .www.pesceenrico.blogspot.it

  7. delia frieri
    settembre 29th, 2012 @ 17:07

    Ciao,ho trovato la tua ricerca cercando notizie sui gechi. Vivo in campagna (Barletta)e spesso ne sottraggo ai miei gatti, il problema è che da più di un mese un piccolo vive nel mio bagno e dorme nel lampadario, ho lasciato più di una volta la finestra aperta di notte e di giorno ma non se ne va. Temo 1)che tra poco non abbia più cibo, perchè mosche e zanzare spariranno, ma in verità non l’ho mai visto mangiare alcunchè. 2) deve venire l’imbianchino che incarterà il lampadario per dipingere soffitto e muro. Che faccio? Lo faccio acchiappare (da mio marito..) e lo metto fuori per la sua sicurezza o sarà peggio? Help! magari scappa davanti all’invasione di casa sua, non so. Ho 16 cani, 6 gatti, una tortora con l’ala spezzata e un colombo bianco probabilmente lanciato durante un matrimonio (sono cretinaggini che si fanno qui)e che si è perso, ma questo è il primo geco. Hai un parere da offrire? grazie, ciao. Delia

  8. admin
    ottobre 18th, 2012 @ 13:51

    accidenti, anch’io ne salvo ogni tanto dalle sgrinfie dei gatti, poi li tengo 24 ore in una apposita scatola che chiamiamo “la clinica” perchè si riprendano dallo shock e infine li libero tra le piante del giardino vicino al muro di cinta. Io lo prenderei il tuo e lo metterei fuori, magari dove può arrampicarsi e salire in alto. Un caro saluto

  9. admin
    ottobre 18th, 2012 @ 13:52

    ciao Enrico, certo che vado subito a vedere il tuo blog

  10. Etta
    agosto 18th, 2013 @ 14:25

    Abito sul lago di Albano, vicino Roma, sulla mia terrazza ci sono dei gechi, faccio fatica a salvarli dalla mia gatta…ma ci riesco quasi sempre,giorni fa è entrato in casa un piccolo, mi piaceva vederlo girare per le camere, l’ho salvato dalla doccia, poi l’ho trovato morto…ci sono rimasta malissimo…è morto per mancanza di cibo? un caro saluto

  11. roberto
    febbraio 17th, 2014 @ 14:39

    a me sinceramente quando li vedo mi fanno ribrezzo,so che sono utili ma non li trovo per nulla simpatici specie quando entrano in casa.esiste un repellente per tenerli lontani?ciao e grazie.

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