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IL MISTERO DI TORRE PINTA AD OTRANTO

Scritto il | 6 febbraio, 2010 | 1 Commento

C’è un agriturismo vicino al porto di Otranto, costruito in un luogo bellissimo, un canalone verde che scende verso il mare, ricco di alture e collinette, molte grotte naturali e molti ipogei scavati nella roccia, un paesaggio verde, ondulato e particolarmente bello chiamato “La valle delle memorie”.

ipogeo-torre-pinta2Non so come si mangi in questo ristorante che non ho ancora provato, ma nella tenuta c’è un luogo molto particolare,  ricco di storia ma ancora più ricco di energia e grande fascino.

Si tratta di un ipogeo a forma di croce latina, di fianco all’ingresso un piccolo vano con un’apertura verso l’esterno che sembra una camino e i corridoi che formano i bracci minori della croce che stanno in rapporto di uno a tre con il corridoio di ingresso. Le pareti sono ricoperte da centinaia di piccole nicchie e per tutto il perimetro corre una specie di alto gradino, come una sorta di sedile.

Al centro della croce la volta originaria è crollata nel XVIII secolo ed è stata sostituita da una torre colombaia (palummaru) che si presenta come un cilindro foderato di nicchie quadrate per i piccioni.

A fianco dell’ingresso si vedono resti di mura megalitiche

Non si sa molto di questa struttura né per quanto riguarda la datazione, né per quanto riguarda la sua funzione, ma le ipotesi degli studiosi sono alquanto affascinanti

Secondo alcuni si tratterebbe di una costruzione di epoca pre-cristiana utilizzata inizialmente per il culto funerario e  trasformata poi in luogo sacro dalle prime comunità cristiane.

L’alto scalino che corre lungo le pareti sembra ricordare le tombe dei Messapi (terzo e quarto secolo a.C.) dove il defunto era seduto e non disteso.

Pare che i Messapi, quando intuivano che la morte era ormai vicina, venissero messi seduti perché così doveva avvenire il viaggio per l’aldilà.

torrepintaIl vano accanto all’ingresso potrebbe essere stato il forno per le cremazioni e le urne con le ceneri avrebbero alloggiato nelle nicchie. Questo anche se la croce non è un simbolo utilizzato dai Messapi, ma risale a molto prima.

Secondo altri serviva anche da calendario solare perché pare che nel Solstizio d’estate, essendo orientato da Ovest a Est, i raggi solari lo illuminassero per tutta la sua lunghezza mentre nel Solstizio d’inverno guardando attraverso un’apertura della volta centrale si sarebbe vista la costellazione del Capricorno.

Un’altra affascinante teoria lega questo luogo al culto del dio Mitra, divinità Persiana le cui prime tracce risalgono al 1300 a.C., un culto con le caratteristiche di una religione iniziatica e segreta (il cui rito principale era il sacrificio del toro) e per questo motivo i “mitrei” (luoghi di culto), furono sempre ambienti sotterranei.

Ho visitato l’ipogeo in una bella giornata di sole dopo una lunga passeggiata, si trova all’interno di una proprietà privata, ma la proprietaria dell’agriturismo è gentilissima e consente volentieri la visita. Devo confessare di aver provato un’emozione molto intensa, come essere accarezzati dal respiro della storia.

Monica

Comments

One Response to “IL MISTERO DI TORRE PINTA AD OTRANTO”

  1. Eric Hundin
    febbraio 6th, 2010 @ 18:00

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    Eric Hundin

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